C’era una volta, nel Regno del Grande Stivale, una piantina chiamata Altea. Non
era un fiore vistoso come la rosa, né arrogante come il rovo; aveva foglie
seghettate color smeraldo e un profumo che sapeva di terra e di pace. Altea era
speciale: non offuscava la mente, ma portava sollievo a chi aveva il cuore
pesante o le membra stanche.
Per anni, Altea era cresciuta libera nelle valli, amata dai contadini e dai
mercanti. Ma la sua esistenza pacifica non piaceva a tutti.
Nelle torri d'avorio del Regno vivevano I Mastri delle Pozioni Grigie. Questi
alchimisti temevano Altea. "Se la gente usa il fiore della terra per stare
bene," sussurravano tra loro, "chi comprerà più i nostri amari intrugli di
vetro e metallo?" Così, iniziarono a tramare nell'ombra.
Dalla loro parte c’erano I Guardiani del Registro, un consiglio di saggi un po’
miopi che decidevano cosa fosse bene e cosa fosse male basandosi su vecchi
rotoli polverosi. E infine, c’erano Gli Esattori del Cancello, un ordine che
voleva mettere un lucchetto su ogni cosa che cresceva, gridando: "Se non
possiamo chiuderlo in un forziere e tassarlo, allora deve sparire!"
Un giorno, il Grande Consiglio decise che Altea non era più gradita. Mandarono
i soldati a strapparla dai mercati. "È un veleno travestito da medicina!"
gridavano. Ma ogni volta che il fiore veniva portato davanti alle Antiche
Bilance della Giustizia, queste pendevano sempre dalla parte di Altea. "È
pura," dicevano le Bilance, "non ha veleno in sé. Restituitela a chi la cura."
Tuttavia, il viaggio di Altea divenne un calvario. Veniva rapita e poi
liberata, sequestrata e poi resa, in un ciclo infinito che toglieva il sonno ai
coltivatori.
Altea guardava spesso verso Nord, oltre le Grandi Montagne Innevate. Lì, nei
Regni delle Aquile e delle Foreste, i sovrani avevano capito. Avevano dato ad
Altea una casa, una corona e un posto d’onore nei loro mercati. "Il fiore è
prezioso," dicevano oltre confine, "lo proteggeremo noi, così che tutti possano
averne beneficio in sicurezza."
Nel Regno dello Stivale, invece, regnava la Grande Nebbia. I nemici di Altea
stavano preparando un Grande Decreto, una tempesta di carta per soffocare il
fiore una volta per tutte, ignorando che le sue radici erano ormai profonde nel
cuore della gente.
La storia di Altea non è ancora finita. Il Fiore di Smeraldo è ancora lì,
stretto tra le dita di chi crede nella sua bontà, mentre i Mastri delle Pozioni
e gli Esattori preparano le loro reti più pesanti.
Ma la leggenda dice che un fiore che ha superato tante tempeste senza mai
appassire, non può essere abbattuto da una riga di inchiostro. Altea aspetta
solo che il sole della ragione torni a splendere sul Regno, perché la verità,
proprio come un seme, trova sempre il modo di spaccare la pietra e tornare alla
luce.